Le strategie di prevenzione del cyberbullismo

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Nel corso degli anni sono state sviluppate alcune strategie di prevenzione anche per il cyberbullismo. A tal fine, secondo Serino e Antonacci, è necessario invitare gli adolescenti e tutti i giovanissimi che navigano in rete a riflettere sul fatto che, prima o poi, qualcuno verrà a conoscenza di un comportamento aggressivo messo in atto[1]. In seguito ai loro studi, Menesini, Nocentini e Palladino[2] hanno individuato tre strategie connesse alla prevenzione del fenomeno e distinguibili in progetti, interventi e norme giuridiche. Come esempi si possono prendere la giornata del Safer Internet Day, il progetto finanziato dall’Unione Europea “Generazioni Connesse” e la stessa normativa del 2015, scritta dal MIUR. 
Uno dei principali interventi è, dal 2012, il Safer Internet Day, una giornata dedicata alla sicurezza in rete e organizzata a cadenza annuale: si tratta di un progetto finanziato dalla Commissione Europea e guidato da una rete presente online (raggiungibile sul sito http://www.safeinternet.org). Questa giornata si organizza sulla base di due punti fondamentali:

  1. la definizione di una serie di azioni strategiche per la promozione di un uso consapevole, sicuro e responsabile di Internet tra i più giovani;
  2. il finanziamento di interventi a livello europeo tramite la creazione di diversi poli nazionali di riferimento. Alcuni esempi di questi interventi sono il Safe Internet Center e i Centri nazionali per la sicurezza in rete, che si occupano di educare all’uso consapevole della rete.

Il progetto “Generazioni connesse”, invece, è finanziato dal MIUR e, sotto la guida della prof.ssa Ersilia Menesini, esegue interventi in tre ambiti specifici:

  1. la realizzazione di programmi di educazione e di sensibilizzazione concernenti l’uso sicuro di Internet, sviluppati in collaborazione con il Safe Internet Center;
  2. la helpline, per supportare gli utenti riguardo a problematiche legate alla rete;
  3. due hotline, per segnalare la presenza in rete di materiale pornografico.

La helpline e la hotline sono raggiungibili dal sito  https://www.generazioniconnesse.it/site/it/segnala/ e, nella home page dello stesso, sono state pubblicate alcune segnalazioni in modo da sensibilizzare gli utenti del web.

Per quanto concerne l’ambito delle normative, rimandiamo infine alla legge n. 71 del 29 maggio 2017[3], il cui obiettivo è quello di contrastare, in maniera preventiva, qualsiasi manifestazione di violenza online, assicurando interventi da parte delle istituzioni scolastiche senza alcuna distinzione di sesso e di età. Due importanti novità contenute in questa legge sono “l’oscuramento del web” (art. 2, c. 2) e il ruolo dell’istituzione scolastica nel contrasto del cyberbullismo (art. 4, c. 3). Per quanto riguarda l’oscuramento del web, si prevede che i genitori della vittima di cyberbullismo possano richiedere al gestore del sito Internet di oscurare e/o rimuovere qualsiasi dato personale del minore presente in rete. Per quanto riguarda il ruolo della scuola, invece, si rimanda alla necessità, da parte di ogni istituto scolastico, di dotarsi di un referente che avrà il compito di informare subito le famiglie delle persone coinvolte e, se necessario, convocare tutti gli interessati per adottare misure di assistenza alla vittima e sanzioni per il cyberbullo. 


[1] C. Serino, A. Antonacci, op. cit., p. 131.

[2] Cfr. E. Menesini, A. Nocentini, B.E. Palladino, op. cit., pp. 233-235.

[3] www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/06/03/17G00085/sg (ultima consultazione: 16/01/2020).

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